Glossario
[15-04-2013]

ll glossario che segue contiene tutte le voci relative ai termini specifici e tecnici in tema di lotta alla contraffazione.
Il Glossario si configura come uno strumento indispensabile per il comune e il cittadino per l'interpretazione più agevole, puntuale ed immediata di tutte le definizioni in materia di contraffazione.

 

  • A
  • B
  • C
  • D
  • E
  • F
  • G
  • I
  • L
  • M
  • N
  • O
  • P
  • R
  • S
  • T
  • U
  • V

Agenzia delle dogane: L'Agenzia delle Dogane è una delle quattro agenzie fiscali nate, il 1° gennaio 2001, dalla riorganizzazione dell'Amministrazione finanziaria stabilita dal Decreto legislativo n. 300 del 1999. L'Agenzia delle Dogane, nell'ambito delle proprie prerogative istituzionali, esercita, a garanzia della piena osservanza della normativa comunitaria, attività di controllo, accertamento e verifica relative alla circolazione delle merci e alla fiscalità interna connessa agli scambi internazionali, garantendo la riscossione di circa 15 miliardi di euro (IVA e dazi). Contrasta gli illeciti di natura extratributaria, quali i traffici illegali di droga, armi, beni del patrimonio culturale, prodotti contraffatti o non rispondenti alle normative in materia sanitaria o di sicurezza (www.agenziadogane.it).

Alterazione. Parziale modifica di un marchio genuino, conseguita aggiungendo o eliminando elementi marginali

Brevetto: titolo di proprietà industriale attraverso il quale è possibile tutelare, per un periodo di tempo limitato, un'invenzione. Possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni industriali, i modelli di utilità o le nuove varietà vegetali.(UIBM)

Codice chimico. È un sistema di codifica delle merci tramite l'introduzione in essi di microcristalli o microparticelle. Questi possono essere individuati tramite l'analisi delle merci grazie all'uso di database computerizzati.

Codice DNA. Si tratta di uno strumento di contrasto alla contraffazione molto efficace in quanto attribuisce un codice univoco a ogni singola unità di prodotto, consentendo al consumatore di risalire a tutte le informazioni che il produttore vorrà rendere disponibili, quelle relative all'autenticità in primo luogo. Al codice identificativo individuale può essere associato un numero di telefono del produttore, tramite il quale il consumatore tramite un SMS o una telefonata può ricevere conferma dell'autenticità del prodotto direttamente da parte dell'azienda produttrice.

Carabinieri (Comando Carabinieri per la Tutela della Salute): Caratteristica fondamentale del reparto è la dipendenza funzionale dal Ministro della Salute in virtù della quale i militari appartenenti al reparto hanno - per Decreto - i poteri degli Ispettori Sanitari; poteri che ne legittimano l'operato, nell'arco diurno e notturno, in tutti quei luoghi ove vi è produzione, somministrazione, deposito o vendita di prodotti destinati all'alimentazione umana. Nel corso degli anni altri poteri sono stati conferiti ai Carabinieri dei N.A.S., che hanno esteso le loro competenze anche in materia di:

  • profilassi internazionale delle malattie infettive e diffusive;
  • sanità marittima, aerea e di frontiera;
  • produzione e vendita di specialità medicinali ad uso umano e veterinario (compresi gli omeopatici), di vaccini, virus, sieri;
  • prodotti cosmetici e di erboristeria;
  • produzione di presidi medico-chirurgici, dispositivi medici e diagnostici;
  • igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria;
  • produzione e commercio legale delle sostanze stupefacenti per la preparazione di specialità farmaceutiche.

 

Comuni (ruolo dei): I Comuni sono già in campo nell'azione di contrasto alla contraffazione nelle sue tre dimensioni: produzione, diffusione e consumo. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, il 50% dei proventi delle sanzioni comminate dalla Polizia Locale sono destinati ai relativi comuni (come previsto dal d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 recante "Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale").
I Comuni più di ogni altro livello istituzionale godono di una condizione di prossimità con i cittadini, e possiedono informazioni e competenze circa le specificità e le caratteristiche peculiari dei territori. I fenomeni di contraffazione d'altra parte non si presentano in forma uguale nelle diverse aree territoriali, e dunque richiedono differenti strategie di contrasto che possono essere elaborate solo a partire dall'approfondimento delle specificità locali. I Comuni possono realizzare in particolare importanti iniziative in materia di:

  • Contrasto della produzione e dello smistamento. In questo campo è cruciale l'azione investigativa svolta dalle polizie locali, attraverso il monitoraggio costante del territorio.
  • Contrasto della distribuzione. Su questa dimensione è ancora rilevante il ruolo delle polizie locali, e il coordinamento con le altre Forze dell'Ordine nel contrasto di attività illecite.
  • Contrasto del consumo. Si tratta di una dimensione cruciale per il contrasto del fenomeno della contraffazione in generale. In questo campo il ruolo del Comune può essere centrale nella diffusione di una corretta informazione alla cittadinanza (e ai turisti) circa i rischi e le sanzioni derivanti dall'acquisto e dal consumo di merci contraffatte.

 

Consiglio Nazionale Anti-Contraffazione: Il Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC) è l'organismo interministeriale con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento strategico delle iniziative intraprese da ogni amministrazione in materia di lotta alla contraffazione, al fine di migliorare l'insieme dell'azione di contrasto a livello nazionale. Il Consiglio è stato istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico dalla legge 23 luglio 2009 n. 99 ed è stato formalmente insediato il 22 dicembre 2010 alla presenza dei rappresentanti di altri dieci ministeri e dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), che partecipano al CNAC in qualità di Componenti.

Consumatore: Al fine di contrastare la lotta alla contraffazione di prodotti e di tutelare il diritto alla proprietà intellettuale, il decreto legge n. 35 del 2005 , all'art. 1, comma 7 convertito nella Legge 14/5/2005 n. 80 prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro per l'acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale. Una recente indagine condotta da UIBM in collaborazione con Assoutenti mostra come il 95% di coloro che acquistano merci contraffatte sappia che i prodotti contraffatti possano essere dannosi per la salute, ma questa consapevolezza non ne condiziona l'acquisto. L'abbigliamento e gli accessori sono le categorie di prodotti contraffatti maggiormente acquistate (23,2%).

Contraffazione: una merce è contraffatta quando - ai sensi del Regolamento CE n.1383/2003 – alla stessa “è stato apposto senza autorizzazione un marchio di fabbrica o di commercio identico a quello validamente registrato o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio di fabbrica o di commercio (www.agenziadelledogane.it).

Contraffazione alimentare. Tra le diverse dimensioni del fenomeno della contraffazione, particolare preoccupazione desta la contraffazione di alimenti. Per dare un'idea concreta di questo mercato, basti pensare che, a livello di Unione europea, i sequestri di prodotti agroalimentari contraffatti in dogana sono passati da 1,2 milioni di pezzi sequestrati nel 2006 a 2,7 del 2009, con un aumento del 128 per cento. Sul versante nazionale, ad esempio, nell'ultimo triennio i reparti della Guardia di finanza hanno sottoposto a sequestro oltre 3.700 tonnellate di merci e quasi 6 milioni e mezzo di litri di prodotti alimentari contraffatti o comunque recanti un'etichettatura ingannevole sull'origine o sulla qualità del prodotto (Fonte: Camera dei Deputati).

Coordinamento:vedi Protocolli d'intesa.

Corpo forestale dello stato. Le direttive ministeriali hanno posto quale obiettivo primario dell'attività del Corpo forestale dello Stato la lotta alle frodi e alle contraffazioni alimentari per la tutela del Made in Italy agroalimentare contro gli illeciti guadagni che danneggiano i consumatori e minacciano la legalità del mercato. Il Corpo forestale dello Stato effettua indagini e controlli sulla qualità dei prodotti agroalimentari. L'attività operativa si concentra soprattutto nel settore della zootecnia e delle carni, dei prodotti lattiero caseari, dei prodotti oleari e vitivinicoli, dello zucchero, del tabacco, degli animali vivi, dell'emergenza Bse, dei prodotti di qualità certificata (Dop, Igp, Sgt, agricoltura biologica), degli ogm, dei pesticidi e dei contaminanti in genere. Nell'anno 2010 i reati accertati dalla struttura di controllo del Corpo forestale dello Stato nel settore della sicurezza agroambientale ed agroalimentare sono stati 102, rispetto ai 75 del 2009 ( 36 per cento) (Fonte: Camera dei Deputati).

Criminalità organizzata. La contraffazione è uno dei settori di intervento maggiormente redditizi per la criminalità organizzata. È quanto sottolineato dall'UNICRI, secondo i cui studi i proventi derivanti dall'attività di contraffazione sono pari a quelli derivanti dal traffico di stupefacenti. Secondo UNICRI: "il crimine organizzato gestisce una porzione significativa del traffico di prodotti contraffatti. Il coinvolgimento dei gruppi criminali ha contribuito a potenziare il settore della contraffazione, generando complesse catene di produzione illegale". Secondo i dati Transcrime, la contraffazione frutta ogni anno un ammontare i circa 4,5 miliardi di euro.

DGLC-UIBM: Direzione Generale Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo Economico istituita dal DPR 197/2008, con competenze in materia di tutela della proprietà industriale e lotta alla contraffazione, incluse quelle di concessione e rinnovo di titoli di proprietà industriale (Fonte: UIBM).

Dipartimento Generale per la Lotta alla Contraffazione: vedi DGLC-UIBM

Disegni o modelli: è l'aspetto dell'intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento (www.agenziadogane.it)

Distruzione delle merci sequestrate. Il cosiddetto “decreto sicurezza” (D.L. 23 maggio 2008, n. 92) ha introdotto novità in relazione alla distruzione delle merci contraffatte: "Nei casi di sequestro nei procedimenti a carico di ignoti, la polizia giudiziaria, decorso il termine di tre mesi dalla data di effettuazione del sequestro, può procedere alla distruzione delle merci contraffatte sequestrate, previa comunicazione all'autorità giudiziaria. La distruzione può avvenire dopo 15 giorni dalla comunicazione salva diversa decisione dell'autorità giudiziaria. E' fatta salva la facoltà di conservazione di campioni da utilizzare a fini giudiziari" (Comma aggiunto dall'art. 2).

Economia locale. l'usurpazione e la contraffazione del made in Italy colpisce più direttamente e duramente i comuni che, situati in territori di elevato pregio ambientale, più di altri tendono a investire su politiche di sviluppo legate all’eccellenza dei prodotti locali e alla filiera agro-alimentare. Basti fare riferimento alla vasta adesione dei Comuni Italiani a campagne e iniziative per la tutela dei prodotti locali e del made in Italy. Nel 2011 sono stati 2215 i Comuni che hanno approvato delibere volte a domandare azioni di tutela del “vero made in Italy”. A partire dal 2003, sono stati 1968 gli Enti Locali che hanno inteso prendere parte alle iniziative promosse dall’associazione Res Tipica, con lo scopo di "valorizzare, anche al di fuori dei confini nazionali, quell'immenso patrimonio che incorpora i saperi delle comunità, le caratteristiche dell'ambiente e le produzioni tipiche".

FALSTAFF. È il Sistema della conoscenza per la lotta alla contraffazione e la tutela del cittadino consumatore. Il sistema Falstaff consente agli operatori economici di aiutare la dogana nella lotta alla contraffazione, prevedendo una banca dati alimentata dagli stessi titolari del diritto. Il sistema permette quindi di confrontare le caratteristiche dei prodotti sospettati di contraffazione con quelle dei prodotti originali. Sotto questo profilo si può sostenere che il sistema Falstaff contribuisce a creare una efficace barriera alla contraffazione (fonte: Camera dei Deputati).

Filiera . I dati a messi a disposizione tramite IPERICO mostrano come i Comuni italiani assumano ruoli differenti nell'ambito di una filiera della contraffazione composta da tre fasi principali: produzione, transito e consumo”. In primo luogo vi sono quelli che possono essere definiti come comuni della produzione e del transito. Sono quei comuni presso i quali il fenomeno della contraffazione è presente nella prima delle sue fasi, quella in cui le merci contraffatte vengono prodotte in laboratori clandestini e facendo ricorso a lavoro nero. Il fenomeno della produzione non può essere tuttavia disgiunto da quello del transito, relativo cioè all’importazione di singole parti (da assemblare in loco) o di prodotti finiti. La commissione parlamentare di indagine sulla contraffazione ha evidenziato come questo fenomeno interessi alcune città in particolare, e come possa essere ricondotto all’attività in esse di sodalizi connotati dalla comune appartenenza a una comunità etnica: “La comunità cinese presente sul territorio nazionale si segnala per la sua crescente espansione economica in molte città italiane come Milano, Roma, Napoli, Catania, Prato e Firenze. Sono state occupate intere zone commerciali e avviate numerose attività strumentali alla commercializzazione delle merci contraffatte. In Italia, ogni anno, giungono dalla Cina circa 500.000 containers, principalmente nei porti di Napoli, circa il 70 per cento, Gioia Tauro, il 15 per cento, e Taranto, il 10 per cento”. I dati forniti dall’Osservatorio Iperico confermano come le province a più forte “vocazione di smistamento di contraffazione” siano quelle di Reggio Calabria, Napoli, Genova, Livorno, Venezia, Ancona e Bari. In secondo luogo vi sono i comuni della distribuzione e del consumo. Si tratta dei comuni in cui la merce contraffatta è fatta oggetto di commercio al dettaglio, tramite l’ambulantato o tramite metodi più raffinati e insidiosi, quali la vendita per catalogo o attraverso reti amicali e fiduciarie (segnalate come emergenti dai comandi delle polizie locali). Possono essere a propria volta distinti tra: comuni del consumo interno e comuni del consumo esterno. I primi sono i comuni presso i quali il consumo di merci contraffatte è operato principalmente dai cittadini stessi del comune. I secondi sono i comuni presso i quali i principali consumatori di prodotti contraffatti sono turisti, avvicinati presso i centri storici e i principali siti archeologici dei comuni italiani. Di nuovo, sono significativi i dati dell’Osservatorio Iperico in base ai quali emerge come le Province a più forte vocazione di consumo di contraffazione non sono le stesse in cui i prodotti sono realizzati o vengono fatti transitare. Tra le prime compaiono infatti: Roma, Milano, Firenze, Perugia, Bologna, Treviso, Teramo e Verona. Fa eccezione Reggio Calabria, provincia caratterizzata da forte vocazione di smistamento e di consumo allo stesso tempo.

Guardia di finanza. Alla Guardia di finanza è attribuita dal legislatore la titolarità dei compiti di «prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni in materia di marchi, brevetti, diritti d'autore, segni distintivi e modelli, relativamente al loro esercizio e sfruttamento economico» (articolo 2, comma 2, lettera I del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68). Il decreto legislativo n. 68 del 2001 ha adeguato i compiti della Guardia di finanza all'evoluzione dello scenario economico interno ed internazionale. In tal senso, alla Guardia di finanza sono state conferite peculiari potestà ispettive e sono stati demandati compiti di prevenzione, ricerca e repressione per tutelare il mercato dei beni e dei servizi. In tale ambito, rientrante nel più ampio alveo delle tipiche funzioni di polizia economico finanziaria, la Guardia di finanza opera avvalendosi di un dispositivo di contrasto che vede quotidianamente impegnati quasi 700 reparti territoriali, tra Nuclei di polizia tributaria, gruppi, compagnie, tenenze e brigate, che, capillarmente distribuiti in tutto il paese, rappresentano la struttura portante dell'attività operativa del Corpo (fonte: Camera dei Deputati). In merito, la Guardia di Finanza ha recentemente proceduto ad una rivisitazione della sua componente specialistica prevedendo: da un lato, la costituzione, nell'ambito del Nucleo Speciale Tutela Mercati, del Gruppo marchi, brevetti e proprietà intellettuale, cui è assegnato principalmente il compito di svolgere analisi operative sul fenomeno illecito in argomento; dall'altro, l'elevazione a rango di Nucleo Speciale del Gruppo Anticrimine Tecnologico, cui è affidata, tra l'altro, l'azione di contrasto agli illeciti economico-finanziari commessi a mezzo della rete internet. Inoltre, il Nucleo Speciale Radiodiffusione ed Editoria svolge attività di collaborazione con l'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, fra le cui attribuzioni è compresa anche la vigilanza in materia di diritto d’autore (fonte: Guardia di Finanza).

Identificazione con Radio Frequenza. La RFID è un metodo di scambio di informazioni tra un marcatore (radioetichetta) che può essere incorporato in qualsiasi oggetto, e un lettore, ossia un dispositivo senza fili che può individuare queste informazioni attraverso le radiofrequenze. La potenza di questa tecnologia aumenta quanto il lettore è collegato a reti di comunicazione come Internet che introducono le informazioni nella rete informatica mondiale. La diffusione della RFID costituisce una tappa fondamentale nello sviluppo di importanti settori, ivi compresi i trasporti, la sanità e il commercio al dettaglio (Fonte: Unione Europea).

Informazione alla cittadinanza. I comuni possono svolgere un ruolo diretto nel contrasto alla contraffazione come attori istituzionali prossimi alla cittadinanza e dunque in grado di diffondere informazione e consapevolezza circa i rischi e le sanzioni derivanti dal consumo di merci contraffatte. Le potenzialità insite in questo ruolo sono ben evidenti nella campagna “io non voglio il falso” che, nata da un protocollo d’intesa tra la Direzione generale per la lotta alla contraffazione - Ufficio italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico e le principali associazioni dei consumatori in Italia, ha coinvolto un insieme di Comuni rilevanti per qualità e quantità, e diffusi sull’intero territorio nazionale: da Milano a Roma, a Frascati, fino a Lecce e Otranto. In Puglia in particolare la campagna è stata realizzata anche in collaborazione con l’ANCI regionale, a confermare la rilevanza della messa a rete delle risorse locali.

Iperico. IPERICO, ovvero Intellectual Property – Elaborated Report of the Investigation on Counterfeiting, è una banca dati sulle attività di contrasto alla contraffazione in Italia (sequestri) sviluppata sotto la guida del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per l'Impresa e Internazionalizzazione, Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM, con il supporto di un pool di esperti di Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, e, in seguito, del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno. Principale obiettivo di IPERICO è fornire informazioni integrate e sintesi di dati provenienti dalle banche dati proprietarie di ciascun organismo preposto al controllo, opportunamente normalizzati e armonizzati. In particolare sono disponibili statistiche sul numero di sequestri, la quantità e la tipologia di prodotti sequestrati, la stima del valore medio degli articoli contraffatti e la distribuzione sul territorio nazionale, a partire dal 2008 (fonte: UIBM).

Licenza: accordo contrattuale in base al quale il titolare di un diritto di proprietà industriale (licenziante) autorizza un terzo (licenziatario) ad utilizzare l’oggetto della privativa, in genere a fronte del pagamento di un corrispettivo (royalty) (Fonte: UIBM).

Made in Italy.Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce classificabile come “made in Italy” ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento siano compiuti esclusivamente sul territorio italiano (Art.16 Decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2009). Il Codice doganale comunitario (450/2008) del 23 aprile 2008, stabilisce che: «Le merci alla cui produzione hanno contribuito due o più Paesi o territori sono considerate originarie del Paese o territorio in cui hanno subìto l’ultima trasformazione sostanziale» (art. 36). Per i prodotti italiani esiste una particolare tutela giuridica: la Finanziaria del 2004 (Legge n° 350/2003, art. 4 comma 49), recentemente inasprita dalla cd. Legge sviluppo (L.99/2009), ha previsto infatti l'applicazione della sanzione penale prevista dall'art. 517 C.P. in materia di «Vendita di prodotti industriali con segni mendaci» per chi importa, esporta e commercializza prodotti che riproducono falsamente la dicitura Made in Italy. Una nuova norma, poi, il D.L. 135/2009, conv. nella L.166/2009, ha introdotto nuove misure per meglio tutelare i prodotti realizzati interamente in Italia, per i quali, cioè, il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano (cd. 100% made in Italy) (UIBM).

Marchi di qualità UE. Il sistema di marchi di qualità aiuta a proteggere e promuovere i prodotti agricoli e alimentari tradizionali dell'Europa. Oltre a tutelare il lavoro di migliaia di agricoltori e produttori artigianali conservando e sviluppando il patrimonio rurale dell'UE, migliora anche la fiducia dei consumatori nei prodotti con questi marchi. Quando un prodotto agricolo e alimentare tradizionale ha ottenuto uno dei tre marchi di qualità europei, l'UE controlla che la denominazione protetta non sia usata da altri per etichettare abusivamente i loro prodotti. Per esempio, ormai soltanto il formaggio prodotto secondo un certo metodo, con il latte di una determinata razza di pecore e proveniente dalla provincia di Enna ha il diritto di portare il marchio "Piacentinu Ennese". I produttori di questo formaggio possono usare il logo che ne indica la denominazione di origine protetta. Da quando il sistema è stato istituito nel 1992, prodotti quali il prosciutto di Parma, il formaggio Roquefort e il pasticcio di maiale di Melton Mowbray hanno ottenuto uno di questi tre marchi:

  • denominazione di origine protetta (DOP): per generi agricoli e alimentari prodotti, lavorati e preparati in una determinata area geografica usando metodi riconosciuti
  • indicazione geografica protetta (IGP): per prodotti agricoli e alimentari strettamente legati a una determinata area geografica, in cui deve avvenire almeno una delle fasi di produzione, lavorazione o preparazione
  • specialità tradizionale garantita (STG): per sottolineare il carattere tradizionale dei prodotti, dovuto agli ingredienti o ai metodi di lavorazione.
Finora 505 prodotti hanno ottenuto il marchio DOP, 465 l'IGP e 30 l'STG. La registrazione non è automatica. L'UE deve prima valutare la richiesta, e gli altri produttori possono presentare le loro obiezioni. I vini e gli alcolici sono protetti da altri sistemi di etichettatura (fonte: Unione Europea).

Marchio. Il marchio d'impresa è un segno distintivo che serve a contraddistinguere i prodotti o servizi che un’impresa offre sul mercato. Possono costituire marchi d’impresa i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persona, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese.

Normativa: il contrasto delle attività di contraffazione è affrontato dalle normative comunitarie, nazionali, e locali. Al livello nazionale la legge 99/2009 individua le sanzioni in materia di contraffazione e proprietà industriale. L’art. 15 (Tutela penale dei diritti di proprietà industriale) reca modifiche agli articoli 473, 474, 517 del codice penale e introduce i nuovi articoli 474-bis, 474-ter, 474-quater, 517-ter, 517-quater e 517-quinquies. ’art. 473 c.p. prevede tre distinte condotte, il cui trattamento sanzionatorio risulta più severo. Infatti: la contraffazione o alterazione o utilizzo dei marchi e dei segni distintivi, è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 2.500 a € 25.000; le analoghe condotte concernenti i brevetti, i disegni o i modelli industriali, sono sanzionate con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da € 3.500 a € 35.000. L’art. 517 c.p. punisce la vendita o la messa in circolazione di prodotti industriali con false o fallaci indicazioni di origine, di provenienza o qualità prevedendo una pena maggiorata, ossia la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a € 20.000.

Numeri della contraffazione. Nel quadriennio 2008-2011 l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza hanno effettuato oltre 71 mila sequestri, che hanno riguardato 228 milioni di beni contraffatti. Secondo una stima elaborata dal Censis nel 2012, il fenomeno della contraffazione "genera, (…) rispetto alle entrate totali dello Stato, un ammanco pari nel complesso all’1,74% del totale delle entrate".

Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. L’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale è una rete di esperti provenienti dal settore pubblico e privato e di parti interessate, che è stata istituita per favorire la discussione, la ricerca, la formazione, la comunicazione e la creazione di strumenti avanzati di supporto IT e la diffusione delle migliori prassi su questioni relative alla proprietà intellettuale (PI).

Piano Nazionale Anticontraffazione. Il Piano Nazionale Anticontraffazione è stato predisposto dalla Presidenza del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC) supportata dal Segretariato Generale del Consiglio presso il Ministero dello Sviluppo, con il contributo dei Membri e dei soggetti che partecipano a vario titolo ai lavori del Consiglio: Componenti della Commissione Consultiva Permanente delle Forze dell’Ordine, Componenti della Commissione Consultiva Permanente delle Forze Produttive e dei Consumatori, Componenti delle Commissioni Tematiche, Esperti Giuridici. Il fulcro del Piano è l’allineamento delle esigenze e delle proposte che scaturiscono dalle 41 priorità – evidenziate attraverso il lavoro delle Commissioni Tematiche nel 2011 - in una prospettiva strategica che è quella evidenziata attraverso le 6 macro-priorità in tema di lotta alla contraffazione:

  1. Comunicazione/informazione destinata ai consumatori, per sensibilizzare questo particolare target e rafforzare la cultura della proprietà intellettuale, soprattutto presso le giovani generazioni;
  2. Rafforzamento del presidio territoriale, con l’obiettivo di creare e applicare a livello locale (capoluoghi di regione) un modello strategico per la lotta alla contraffazione, prevedendo un coordinamento delle Forze dell’Ordine e la formazione delle stesse;
  3. Lotta alla contraffazione via Internet, con il tentativo di trovare un giusto equilibrio tra gli interessi dei fornitori di connettività, i gestori dei contenuti e i titolari dei diritti; Formazione alle imprese in tema di tutela della proprietà intellettuale, in una prospettiva non solo nazionale, ma anche internazionale. Fondamentale da questo punto di vista è il coordinamento con la nuova Agenzia ICE, che supporta le imprese nel presidiare i mercati internazionali tramite l’innovazione che preveda un uso strategico della proprietà intellettuale;
  4. Tutela del Made in Italy da fenomeni di usurpazione all’estero. L'Italian Sounding è i fenomeno più noto di questa priorità, con un danno enorme al fatturato nei settori tipici del Made in Italy (agroalimentare, tessile - moda, design, ecc.);
  5. Enforcement, con un particolare focus sulla preservazione della specializzazione dei giudici civili (mantenimento della specializzazione all'interno dei Tribunali per l'impresa nei quali sono confluite le Sezione specializzate in materia di tutela della proprietà intellettuale) e l’importante obiettivo della specializzazione dei giudici penali (oggi non specializzati nella materia);

 

Patti per la Sicurezza. I Patti per la Sicurezza sono così definiti dal Ministero dell’Interno: “questi accordi consistono in più fondi, più uomini, azioni mirate per la sicurezza, interventi per affrontare la questione dei rom, misure anticontraffazione, interventi di contrasto allo sfruttamento della prostituzione e all'abusivismo commerciale. Prevedono anche una riorganizzazione dei presidi delle Forze dell'ordine, l'intensificazione delle funzioni dei "poliziotti di quartiere". I Patti per la Sicurezza, sottoscritti tra Comuni e Prefetture, rappresentano una delle principali forme di coordinamento adottate dai comuni per contrastrare i fenomeni di illegalità sul proprio territorio. Una recente analisi sui Patti stipulati in Italia tra il 2007 e il 2009, promossi dai Comuni e dal Ministero dell’Interno con il coinvolgimento di altre istituzioni locali, mostra come in essi uno spazio rilevante sia attribuito al tema della contraffazione. In particolare, su 51 Patti in 37 sono esplicitamente citate le problematiche principali cui si intende fare fronte tramite lo strumento pattizio. La problematica relativa alla contraffazione delle merci e alla distribuzione di esse tramite commercio ambulante risulta essere la più citata, riguardando il 40,5% dei documenti analizzati (Calaresu M. e Padovano S., 2011, Gli strumenti top-down nel governo della sicurezza: l’esperienza pattizia e delle ordinanze sindacali nel triennio 2007-2009, in Padovano S., La Questione Sicurezza. Genesi e sviluppo di un concetto equivoco, Rubbettino, Soveria Mannelli)

Pirateria: illeciti commessi in violazione del diritto d’autore (Fonte: UIBM).

Polizia giudiziaria. Secondo l’art.55 del Codice di Procedura Penale: "La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale". Salve le disposizioni delle Leggi speciali, sono Ufficiali di polizia giudiziaria: I dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia Penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato ai quali l ordinamento delle singole Amministrazioni riconosce tale qualità; -? Gli ufficiali superiori ed inferiori i marescialli e brigadieri dell’Arma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza; Il Sindaco dei Comuni dove non abbia sede un Ufficio della Polizia di Stato ovvero un Comando dei Carabinieri o della Guardia di Finanza. Sono Agenti di polizia giudiziaria:? gli agenti e gli assistenti della Polizia Penitenziaria. Gli agenti di Polizia Locale rivestono la qualifica propria di P.G. solo in servizio e nell’ambito del territorio ove operano.

Polizia Locale (ruolo della). Tra le azioni più rilevanti portate avanti dai Comuni sono tuttavia da segnalarsi quelle realizzate dalle polizie locali per la prevenzione e la repressione delle attività illecite. L’operatività della Polizia Locale nel contrasto alla contraffazione è limitata dal suo ruolo di polizia giudiziaria entro i propri confini comunali ed entro gli orari di servizio. Ciò nonostante, si segnala il ruolo centrale svolto dalle PL nel contrasto del fenomeno. Un incentivo deriva dalla compartecipazione dei comuni ai proventi derivanti dalle attività di contrasto (pari al 50% delle sanzioni comminate, secondo quanto previsto dal d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 recante “Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale”). Da un’indagine realizzata da ANCI sui Comuni Capoluogo di Provincia nel periodo 1 Gennaio-30 Settembre 2011 emerge come l’attività della polizia locale sia fondamentale nel contrasto del fenomeno. Basti pensare che la media di sequestri avvenuti in un anno di accessori di abbigliamento corrisponde a quasi 28 per città. Tra i Comuni che hanno risposto all’indagine, quelli che hanno dichiarato un numero maggiore di oggetti sequestrati (179.152) sono quelli di Roma, Milano (20.645) e Genova (16.306) (fonte: Analisi dei Fabbisogni).
Non solo al contrasto della distribuzione è tuttavia riconducibile l’azione della polizia locale. Come sottolineato dai comandi intervistati, infatti, un ruolo rilevante è quello attribuito alla comunicazione e all’informazione della cittadinanza, da svolgersi in sinergia con altri attori istituzionali. Nel caso del Comune di Verona, ad esempio, la polizia locale ha adottato una strategia integrata nel contrasto ai fenomeni di contraffazione, avviando una collaborazione con le grandi aziende dell’abbigliamento di lusso, le quali forniscono alla polizia gli strumenti conoscitivi necessari per la dimostrazione dell’avvenuta contraffazione dei loro prodotti. La chiave dell’efficacia dell’intervento in materia di contrasto alla contraffazione risiede però, secondo il Comando della Polizia Locale di Verona, nel coordinamento tra la stessa Polizia Locale e la polizia giudiziaria (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza). Questo consente di realizzare una efficace azione integrata di contrasto della distribuzione su strada e, al contempo, di investigazione circa l’intera filiera della contraffazione. La polizia locale e il Comune di Verona hanno approntato e distribuito materiale informativo circa i rischi e le sanzioni in caso di consumo di merci contraffatte, destinati ai cittadini veronesi e, in diverse lingue straniere, ai turisti ospitati presso le strutture alberghiere nel territorio comunale.

Procure specializzate.Vedi Tribunale per l'Impresa.

Programma Nazionale Anticontraffazione. L’Anci svolge attività di sostegno, assistenza tecnica ed erogazione di servizi nell’interesse e nei confronti dei Comuni che hanno un ruolo importante nel contrasto alla contraffazione. In questo contesto il 30 dicembre 2010 ha sottoscritto con il Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per la lotta alla contraffazione hanno una Convenzione avente ad oggetto la realizzazione di azioni territoriali volte alla promozione e conoscenza, al coordinamento e al monitoraggio delle attività di contrasto alla contraffazione e per la gestione informatizzata dei dati. Al fine di assicurare la partecipazione da parte dei Comuni alle attività del suddetto Programma e di darne massima diffusione a livello nazionale, Anci ha predisposto un Avviso pubblico rivolto ai Comuni italiani "a presentare proposte per il cofinanziamento di progetti e interventi anticontraffazione" Hanno presentato domanda 70 Comuni. Di questi, 27 Comuni collocati in graduatoria sono risultati assegnatari del contributo e ammessi al finanziamento.

Proprietà industriale:l’insieme dei titoli di protezione delle attività intellettuali che afferiscono alla sfera commerciale-produttiva (brevetti, marchi, modelli di utilità, disegni e modelli, topografie di prodotti a semiconduttori, nuove varietà vegetali, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, informazioni aziendali riservate) (Fonte: UIBM).

Protocolli d'Intesa. Un numero sempre crescente di Comuni sta stipulando protocolli d’intesa che, coinvolgendo anche attori non istituzionali, garantiscono una incisiva azione sinergica per il contrasto alla contraffazione. I protocolli sono volti a “rafforzare la collaborazione tra Istituzioni e Associazioni di categoria per creare un vero e proprio "fronte istituzionale e sociale unitario" capace di attivare mirate strategie, volte a garantire la sicurezza dei prodotti a tutela della concorrenza e dei consumatori, fermo restando il prioritario impegno, da parte delle Forze dell'Ordine, nel perseguimento delle organizzazioni criminali che organizzano e sfruttano la filiera della produzione e della commercializzazione illecita di prodotti” (così come previsto da uno dei primi protocolli stipulati, quello di Venezia). I protocolli prevedono generalmente l’integrazione di diverse attività di contrasto: informazione alla cittadinanza, investigazione, coordinamento delle forze di polizia, formazione agli operatori. I soggetti che aderiscono ai protocolli d’intesa sono in generale: Comune, Prefettura, Guardia di Finanza, Nas, Nac e Cfs, Università, Agenzia delle Dogane, Camera di Commercio, associazioni di categoria (Aib, Api, Confartigianato, Associazione Artigiani, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Ance, Coldiretti, Cia, Upa), sindacati (Cgil, Cisl e Uil).

RAPEX è il sistema di allarme dell'UE che facilita lo scambio rapido di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione sulle misure adottate per prevenire o limitare la commercializzazione o l'uso di prodotti che presentano un rischio grave per la salute e la sicurezza dei consumatori, con l'eccezione dei prodotti alimentari, dispositivi medici e farmaceutici, che sono coperti da altri meccanismi. Dal 1 ° gennaio 2010, per le merci soggette a regolamentazione comunitaria di armonizzazione, il sistema facilita anche lo scambio rapido di informazioni sui prodotti che presentano un rischio grave per la salute e la sicurezza degli utilizzatori professionali e su quelli che presentano un rischio grave per altri interessi pubblici tutelati tramite pertinente normativa comunitaria (ad esempio l'ambiente e la sicurezza).
Ogni Venerdì, la Commissione pubblica una rassegna settimanale di prodotti che presentano un rischio grave come riportato dalle autorità nazionali (le notifiche RAPEX). Questa panoramica settimanale ti dà tutte le informazioni sul prodotto, il possibile pericolo e le misure che sono state adottate dal paese dichiarante.

Registro brevetti e marchibanca dati nazionale della DGLC-UIBM che raccoglie tutte le informazioni relative alle domande di titoli di proprietà industriale depositate in Italia (Fonte: UIBM).

Rintracciabilità. Un aspetto importante della sicurezza alimentare è la "rintracciabilità" - definita dal Regolamento (CE) 178/2002 - come "la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione". Lo scopo è quello di far sì che tutto ciò che entra nella catena alimentare (mangimi, animali vivi destinati al consumo umano, alimenti, ingredienti, additivi ecc.) conservi traccia della propria storia, seguendone il percorso che va dalle materie prime fino alla erogazione al consumatore finale.La rintracciabilità consiste nell'utilizzare le "impronte", ovvero la documentazione raccolta dai vari operatori coinvolti nel processo di produzione, per isolare un lotto produttivo in caso di emergenza, e consentire al produttore e agli organi di controllo che hanno il dovere di vigilare sulla sicurezza alimentare del cittadino, di gestire e controllare eventuali situazioni di pericolo attraverso la conoscenza dei vari processi produttivi (flussi delle materie prime: documentazione di origine e di destinazione, etc.).Fino al 2005 erano rintracciabili solo alcuni prodotti, quali carni, pesce e uova, quelli cioè più a rischio per la salute del consumatore. Dal 1° gennaio 2006, con l'entrata in vigore del "Pacchetto Igiene" l’obbligo della rintracciabilità è stato esteso a tutti i prodotti agroalimentari, il che consente di individuare qualsiasi prodotto in ognuna delle fasi del ciclo produttivo. I requisiti minimi per l’applicazione della rintracciabilità da parte degli operatori del settore alimentare sono specificati nell’Accordo del 28 luglio 2005 tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome (Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2005) concernente "Linee guida ai fini della rintracciabilità degli alimenti e dei mangimi per fini di sanità pubblica" (Fonte: Ministero della Salute).

Sanzioni: Vedi Normativa e Consumatore

Sequestro: provvedimento richiedibile al giudice da parte del titolare di un diritto di proprietà industriale che si ritiene violato, e consistente nella requisizione di alcuni o di tutti gli oggetti costituenti violazione del diritto, dei mezzi adibiti alla loro produzione e degli elementi di prova concernenti la denunciata violazione (Fonte: UIBM).

Segni distintivi: segni attraverso i quali le imprese si rendono riconoscibili, come il marchio (che identifica i prodotti o servizi) l’insegna (che identifica i luoghi dove si svolge l’attività di impresa), la ditta. o la denominazione o ragione sociale (che identificano il nome sotto il quale l’imprenditore svolge la sua attività) (Fonte: UIBM).

SIAC. Il Sistema Informativo Anti Contraffazione è una piattaforma tecnologica integrata e distribuita, concepita per le supportare attività di analisi e controllo in tema di contrasto e lotta alla contraffazione, in ambiente di interoperabilità. Il primo di questi applicativi è un sito web che fornirà un quadro della situazione sistematicamente aggiornato sull’azione delle Forze di Polizia e degli altri organismi di controllo nel contrasto dell’“industria del falso”. (fonte: CNAC)

Tribunale dell’Impresa. Il Tribunale delle imprese è una sezione specializzata in materia di impresa istituita presso i tribunali e le corti d'appello aventi sede nel capoluogo di ogni regione (eccetto la Valle d’Aosta per cui la sede competente è quella di Torino, la Lombardia per cui la sede è quella di Brescia e la Sicilia, la cui sede è Catania). Vi sono confluiti i pool specializzati nel contrasto alla contraffazione che si erano costituiti in alcuni Tribunali, primo tra tutti quello della Procura di Milano (per approfondimenti: "il Sole 24 ore").

UIBM.vedi DGLC-UIBM

Unione Europea.Il 22 Dicembre 1994 il Consiglio Europeo ha emanato il regolamento n. 3295/1994 che, come modificato dal reg. n. 241/1999 e n. 1383/2003, fissa misure intese a vietare l’immissione in libera pratica, l’esportazione, la riesportazione e il vincolo a un regime sospensivo di merci contraffatte e di merci falsificate.
In Europa, i marchi possono essere registrati a livello nazionale come proprietà industriale (IP) presso gli uffici degli Stati membri, o a livello di UE come marchio comunitario (MC) presso l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (OHIM) di Alicante. Nel quadro del sistema generale, i marchi nazionali e marchi comunitari coesistono e lo stesso segno può essere registrato come marchio comunitario e/o come marchio nazionale. Il sistema del marchio comunitario è costituito da una procedura di registrazione unica che conferisce al suo titolare il diritto esclusivo nei 27 Stati membri dell'UE.
Il sistema nazionale di registrazione dei marchi negli Stati membri dell'Unione europea è stato armonizzato oltre 20 anni fa e il marchio comunitario è stato creato più di 15 anni fa. La legislazione dell'Unione europea in materia di marchio commerciale è composta dalla direttiva sui marchi (2008/95/EC) e il regolamento sul marchio comunitario (207/2009/EC). La direttiva garantisce che i marchi nazionali sono soggetti alle stesse condizioni di quando sono iscritti presso gli uffici per la proprietà intellettuale degli Stati membri e godono della stessa protezione. Accanto e insieme ai sistemi nazionali, il regolamento ha creato i primi diritti di proprietà intellettuale validi a livello europeo (il marchio comunitario), il quale è conferito dall’Agenzia Europea per il Marchio registrato, e dall’ufficio per l’armonizzazione del Mercato Interno (OHIM) (Fonte: Unione Europea)

Volgarizzazione(del marchio): fenomeno attraverso il quale il marchio diviene, a causa dell'attività o dell'inattività del suo titolare, denominazione generica del prodotto o del servizio perdendo così la sua capacità distintiva e comportando così la decadenza del marchio stesso (Fonte: UIBM).

 
 



Invia questo articolo ad un amico  
Stampa questo articolo  
Condividi questo articolo su Twitter  
Condividi questo articolo su Facebook  
  • www.anci.it
    Testata giornalistica on line
    dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani
    Direttore responsabile
    Danilo MORIERO
    Caposervizio
    Emiliano FALCONIO
    Redazione
    Federica DEMARIA
    Filippo LA PORTA
    Giuseppe PELLICANÒ

    Segretaria di Redazione
    Daniela ROTONI
    Web designer e Webmaster
    Francesco BOTTERI
    Editore
    Associazione Nazionale Comuni Italiani
    Via dei Prefetti, 46 - 00186 Roma
    C.F. 80118510587
    sito@anci.it
    stampa@anci.it
    Tel. 06/68009204/231 - Fax 06/68009216

    Iscrizione ROC: n. 17363 del 03.04.2003
    Provider: BT Italia, via Mario Bianchini, 15 - 00142 Roma
    Redazione e contatti
ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
Contatti: Tel. 06680091 - Fax 0668009202
Gestione tecnica a cura di Ancitel S.p.A